Locarno79 - Da vicino nessuno è normale. All Of A Sudden di Ryūsuke Hamaguchi

Andrea Piumarta

10/3/20263 min read

A distanza di tre anni da Il Male Non Esiste (2023), Ryūsuke Hamaguchi – pluripremiato regista di Drive My Car (2021) – torna al cinema con All Of A Sudden. La pellicola è liberamente tratta dalle corrispondenze tra la filosofa Makiko Miyano e l'antropologa medica Maho Isono, raccolte nel libro You and I – The Illness Suddenly Get Worse (2019). Il film, dopo il concorso lungometraggi a Cannes, è stato presentato nella sezione Fuori Concorso dello scorso Locarno Film Festival. La visione è stata introdotta da Virginie Efira, co-protagonista del film e recipiente annuale del Leopard Club Award.

Marie-Lou Fontaine (Virginie Efira), direttrice di una residenza per anziani nella periferia parigina, cerca di promuovere all’interno della struttura i principi dell’Humanitude: una filosofia di cura, fondata in Francia nel 1979 da Yves Gineste e Rosette Marescotti, basata sull’ascolto e il rispetto della dignità degli ospiti. Nonostante la sua vocazione sia quella di prendersi cura dei residenti, Marie-Lou non riesce a fare lo stesso con sé stessa e sta vivendo un profondo burn-out sul lavoro. Inoltre, alcuni membri del personale esprimono dubbi sull’efficacia dell’Humanitude. Un giorno, andando verso casa, si imbatte nel giovane Tomoki (Kodai Kurosaki), un ragazzo autistico figlio dell’attore di teatro Gorō Kiyomiya (Kyōzō Nagatsuka). Assieme ai due, conosce anche la regista Mari Morisaki (Tao Okamoto) che la invita a vedere la loro pièce Da Vicino Nessuno É Normale, titolo ripreso da una celebre frase dello psichiatra italiano Franco Basaglia. Lo spettacolo commuove Marie-Lou e la ispira a riacquistare la fiducia in sè stessa e nel lavoro che svolge. Tuttavia, durante le domande finali del pubblico, Mari rivela di essere affetta da un tumore al seno in fase terminale. Tra le due nasce così un’amicizia destinata a cambiarle profondamente.

Quando un grande regista del cinema orientale gira un film in Occidente, prima della visione è più che lecito domandarsi se la sua autorialità rimarrà intatta, se qualche componente del suo stile verrà sacrificata, o se i suoi temi potranno sposarsi anche con un contesto europeo. Nel caso di Hamaguchi, tuttavia, non c’è di che preoccuparsi. All Of A Sudden è un film estremamente contemplativo, fatto di attimi, di silenzi, di conversazioni significative sulla vita, sulla morte, sulla dignità umana e sul potere trasformativo dell’arte. E, nonostante l’ambientazione parigina, non si percepisce mai la frenesia della metropoli e ci si immerge a pieno nella storia delle due protagoniste, fino a trovarsi assieme a loro mentre fumano sigarette e passeggiano lungo la Senna.


Il film è anche un’opera marcatamente politica: Hamaguchi utilizza la residenza per anziani, con i suoi problemi di budget e le sue dinamiche interne, per intavolare riflessioni molto più ampie sulla deriva sempre più individualista della società contemporanea, sul declino del sistema sanitario, sul capitalismo e sull’annullamento dell’essere umano che ne deriva. Così facendo, il regista dimostra nuovamente di possedere una prospettiva sul mondo e sugli altri davvero unica, capace di trascendere la cultura giapponese e di proporre un discorso sempre più universale. Tutto merito anche di una grande sceneggiatura, firmata dallo stesso Hamaguchi e da Léa Le Dimna, e dei dialoghi scritti con una naturalezza e una finezza tale da non far mai sembrare questi discorsi pretenziosi o predicatori.

Virginie Efira e Tao Okamoto, entrambe premiate a Cannes con il Prix d’interprétation féminine, offrono due prove attoriali eccezionali, capaci di trasmettere tutta la forza, la passione e la fragilità dei loro personaggi. Il legame tra Marie-Lou e Mari appare immediatamente autentico, intenso ma anche giocoso, come quello di due bambine che diventano amiche e finiscono a giocare con dei pupazzetti tra le dita. La prima è quella più emotiva e impulsiva; la seconda è più calma e riflessiva. Altro grande interprete è Kyōzō Nagatsuka che ha praticamente un suo one-man show durante il film. Un personaggio apparentemente austero ma molto premuroso, soprattutto nei confronti del figlio Tomoki e di Mari.


All Of A Sudden riconferma il grande talento di Ryūsuke Hamaguchi nel raccontare storie profondamente umane e universali, mostrando come di questi tempi l’ascolto, l’empatia, il prendersi cura di sè e degli altri possano essere dei piccoli atti rivoluzionari. Non ci si lasci spaventare dai suoi 197 minuti, ne varrà assolutamente la pena.